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Canto della Morte del Signore
(Argenti Mara - Crescenti Nevio)


Ecco che è giunta l'ora ingrato peccatore, rimira il tuo Signore, che ha la Morte se ne va. Per te spietato ancora vuole braccià la morte, per aprire le porte del regno celestial. All'orto immantinente rivolge i suoi passi, e il buon Gesù costante al Padre Eterno andò. Tutto mesto e dolente in terra cade e langue, dal gran sudor di sangue resister più non può. Poi viene il traditore Giuda con dispetto lice il Maestro eletto: -Il Dio vi dà il buon di-. Rispose il mio Signore: -Che cerchi, amico mio?- Ma Giuda imperterrito col bacio lo tradì. Le turbe in quel momento con gran fune e catene verso l'amato bene ognuno s'avventò e con maggior tormento soffrendo il Redentore con gran pene e dolore alla prigione andò. Di prigione fu levato con gran vergogna e scorna si chiede la memoria l'amore dal Signor. II traditore ingrato gli diede una guanciata, e la faccia beata soffrì tanto dolor. Allor per soddisfare del popol l'insolenza sì crudele sentenza Pilato acconsentì. E senza più indugiare legato il Redentore come un malfattore ognuno lo schernì. Legato alla colonna battuto e flagellato di spine incoronato fu il dolce Redentor. Piange la cara Madre, mirando il suo Signore, pensa che gran dolore sentiva nel suo cuor. Ecco Gesù mio caro la Croce preparato ch'io stesso ho fabbricato con tanto mio peccar. Questo patir sua amaro di morte così atroce questa pesante croce come potrò portar? In mezzo delle squadre il buon Gesù caduto nessun gli porge aiuto al caro mio Gesù. La sconsolata Madre mirando il caro figlio bagnato di biondo giglio soffrir non potè più. Vedendo il gran periglio il dolce Emilio Signore -in dove voi il mio cuore?- A lor gli prese a dir. Ed il dolente figlio tutto quanto impiagato per salvar l'uomo ingrato in croce ma a morir. Giunto sull'alto monte il buon Gesù innocente da quella ingrata gente presto spogliato fu. Giunto sull'alto monte il buon Gesù innocente da quella ingrata gente presto spogliato fu. Poi l'inchiodaro in croce per l'una e l'altra palma acciocchè spirasse l'alma con più pena e dolor. O peccator feroce, per i tuoi falli rei ucciso dai Giudei già muore il Redentor. Il buon ladrone allora pentito del suo errore gli dice:-Oh mio Signore, ricordati di me-. Gesù rispose allora con umiliato viso: -Nel santo Paradiso oggi sarai come-. Ecco l' Eterno Iddio sulla croce languente con la voce dolente Giovanni chiama a sè. Disse:-Fratello mio, io me ne vado al Padre, questa dolente Madre io la consegno a te-. O peccator feroce per i tuoi falli rei in mezzo ai Giudei già muore il Redentor. Rimira, un peccatore, l'appassionato Bene e quanto fra le pene sulla croce scontò. Il tuo ostinato cuore lo fa così languire in croce va a morire per tua infedeltà.


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