I Cuprensi, dopo 17 secoli, nutrono una devozione più viva che mai verso S. Basso.
Essi esperimentano, sempre ed efficacemente, l'incessante protezione del loro santo.
I veri fedeli non si limitano a tributare omaggi ed invocare grazie. Bramano conoscere la vita e le virtù
del loro Patrono, per meglio infervorarsi nella loro fiduciosa e sincera devozione.
Gli scritti su S. Basso sono numerosi. L'ultimo volumetto, "Cupra e S. Basso", pubblicato nel 1930 da mons.
Umberto Cameli, è divenuto già raro.
Necessita la pubblicazione di un nuovo volume.
Per di più alcuni studiosi, nello spirito di una critica frettolosa e superficiale, avevano cercato di
intaccare la verità storica intorno a S. Basso, cadendo in gravi errori.
Il nuovo volume doveva presentarsi nella veste e con i caratteri della verità storica approfondita.
Ho indagato a fonfo i singoli e dibattuti problemi, inerenti alla personalità e martirio del Santo,
alle località interessate, ai fatti concomitanti, al culto plurisecolare.
Ho esaminato, con serena critica, i documenti manoscritti.
Ho scrutato sui libri anche gli argomenti accessori.
Ho studiato i problemi sul posto: specialmente a Nizza e a Cupra Marittima.
Ottimi i risultati.La verità, cercata senza fretta e senza superficialità, brilla sempre vigorosa.
Questo piccolo lavoro presento ai Cuprensi. Sia unito ai loro devoti omaggi in onore di San Basso.
Lo dedico a mio padre e mio zio.
A mio padre Alessandro. Pioniere in Cupra di un settore della meccanica, col ferreo lavoro e con l'opera artistica
mi ha infuso tenacia verso la vigorosa verità.
A mio zio Nicola. Fondatore in Cupra dell'Associazione Giovanile di Azione Cattolica, nella passione delle notizie
storiche locali, mi ha instillato il senso critico della storia.
Cupra Marittima, 26 maggio 1962
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